Nel panorama degli investimenti, concentrarsi su eventi a breve termine è spesso un esercizio poco utile. Questo concetto è stato esplorato in diverse occasioni da Howard Marks co-direttore di Oaktree Capital Management, sottolineando quanto sia difficile e spesso controproducente basare decisioni d’investimento su previsioni di breve durata.
Chi è Howard Marks
Howard Marks è un investitore statunitense di grande rilievo, noto per essere il co-fondatore e co-chairman di Oaktree Capital Management, una delle più importanti società di gestione patrimoniale al mondo, specializzata in investimenti alternativi, con particolare focus su distressed securities, high-yield bond e private equity. Nato nel 1946 a New York, Marks si è laureato in economia presso la Wharton School dell’Università della Pennsylvania e ha conseguito un MBA alla University of Chicago. La sua carriera è iniziata negli anni ’60 presso Citibank, dove ha sviluppato competenze nell’analisi degli investimenti ad alto rendimento e nelle obbligazioni convertibili.
Nel 1985, Marks è passato a TCW Group, dove ha guidato il team di gestione degli investimenti in bond ad alto rendimento e distressed debt, affinando il suo approccio basato sull’analisi del rischio e sull’identificazione di opportunità in mercati sottovalutati. Nel 1995, insieme a un gruppo di colleghi, ha fondato Oaktree Capital Management, che sotto la sua guida è cresciuta fino a gestire oltre 170 miliardi di dollari in asset (dato aggiornato al 2023). Marks è riconosciuto per la sua filosofia di investimento prudente e disciplinata, che enfatizza la gestione del rischio rispetto alla sola ricerca di rendimenti elevati.
Tra i suoi principali risultati, spicca il successo di Oaktree nel generare rendimenti consistenti per gli investitori attraverso cicli economici complessi, grazie alla sua abilità nel capitalizzare su situazioni di mercato difficili. Inoltre, Marks è autore del celebre libro “The Most Important Thing” (in italiano “La Cosa più importante per investire con buon senso”), che raccoglie i principi fondamentali della sua filosofia di investimento, e delle sue famose memo agli investitori, lette avidamente da professionisti del settore per la loro profondità e chiarezza. La sua reputazione lo pone tra i più influenti pensatori nel mondo della finanza, spesso citato per la sua capacità di spiegare concetti complessi in modo accessibile e per il suo approccio contrarian agli investimenti.
Prevedere il breve termine: un’impresa ardua
La maggior parte degli investitori non è in grado di prevedere con precisione fenomeni macroeconomici a breve termine, come l’andamento dell’inflazione, le decisioni della Federal Reserve o l’impatto immediato di una recessione. Questo perché:
- Tali previsioni richiedono una comprensione profonda delle aspettative già incorporate nei prezzi di mercato.
- Eventi inattesi o reazioni imprevedibili da parte degli investitori spesso sovvertono le ipotesi iniziali.
- Cambiare le strategie di portafoglio in risposta a previsioni di breve termine raramente porta a risultati consistenti.
Ad esempio, durante la crisi finanziaria del 2008, l’attenzione era rivolta alle decisioni della Fed sul tasso di interesse. Tuttavia, anche quando era noto che i tassi sarebbero aumentati, il “quando” preciso non cambiava realmente le decisioni operative degli investitori.
Aspettative e reazioni: il vero motore dei prezzi
Un errore comune è credere che i prezzi dei titoli reagiscano direttamente agli eventi. In realtà, essi sono influenzati da come gli eventi si confrontano con le aspettative degli investitori. Un’azienda può riportare profitti in crescita, ma se questi risultano inferiori alle aspettative, il prezzo delle sue azioni può comunque scendere.
Per capire l’impatto reale degli eventi, è necessario conoscere non solo i dati annunciati, ma anche quali erano le previsioni degli investitori. Questo livello di conoscenza è raramente accessibile per gli eventi macroeconomici, rendendo molto difficile prevedere con successo le reazioni del mercato.
L’irrilevanza dei fenomeni a breve termine
I prezzi dei titoli fluttuano molto di più rispetto ai fondamentali economici o ai profitti delle aziende. Questa volatilità è spesso guidata dalle oscillazioni della psicologia degli investitori piuttosto che dai cambiamenti nelle prospettive aziendali di lungo termine. Per questo motivo, l’attenzione agli eventi di breve durata risulta essere, nella maggior parte dei casi, una perdita di tempo o, peggio, dannosa.
Le aziende, ad esempio, possono scegliere di ridurre gli utili a breve termine per investire nel proprio futuro. In questi casi, un calo temporaneo dei profitti potrebbe nascondere opportunità di crescita a lungo termine.
Conclusione
Concentrarsi su eventi a breve termine e cercare di prevedere le loro conseguenze è un approccio che raramente produce risultati consistenti. L’incertezza intrinseca dei mercati e le reazioni imprevedibili degli investitori rendono inefficace il trading di breve periodo. Gli investitori dovrebbero invece focalizzarsi su una comprensione approfondita dei fondamentali di lungo termine delle aziende, evitando di farsi distrarre dalla volatilità a breve termine.

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