Nessuno sa nulla. Di nuovo: Cosa ci insegna Howard Marks sull’incertezza e sull’arte di investire nei momenti difficili

Per chi investe – sia che si tratti di grandi fondi o di singoli risparmiatori – capire come pensano i professionisti può essere illuminante. Da anni, Howard Marks, cofondatore di Oaktree Capital Management, scrive dei memo destinati agli investitori istituzionali. Questi scritti, ricchi di buon senso, esperienza e una rara capacità di sintesi, sono diventati punti di riferimento anche per l’investitore retail. Non si tratta di previsioni o formule magiche, ma di riflessioni lucide su come affrontare i mercati, soprattutto nei momenti più complessi.

Questo articolo è ispirato all’ultimo memo pubblicato da Marks, intitolato “Nobody Knows (Yet Again)”, scritto in risposta alla crescente incertezza economica globale e ai cambiamenti legati alle politiche commerciali, come i dazi. Ho estratto i concetti chiave e li ho riorganizzati in modo da essere utile a chiunque voglia investire con maggiore consapevolezza, anche senza essere un esperto del settore.

L’unica certezza? Nessuno sa cosa accadrà

Howard Marks non ha paura di dire le cose come stanno: nessuno conosce il futuro. Non gli analisti, non i politici, nemmeno gli investitori più esperti. In tempi incerti, come quelli che viviamo oggi, il primo passo è ammettere l’impossibilità di prevedere gli eventi con precisione. Ma questo non significa restare fermi.

“Insistere sulla certezza prima di agire è il modo migliore per rimanere immobili”, scrive Marks.

Agire nell’incertezza: come farlo con buon senso

Anche non fare nulla è una decisione. Ma è sbagliato pensare che l’inazione sia sempre la scelta più prudente. I mercati, storicamente, offrono le migliori opportunità nei momenti in cui la paura è dominante. Quando “nessuno vuole comprare”, è spesso il momento in cui i prezzi offrono valore.

Marks cita il titolo di un libro che spiega perfettamente il concetto: “When the time comes to buy, you won’t want to” (“Quando sarà il momento giusto per comprare, non ne avrai voglia”).

L’imprevedibilità dei dazi e i rischi per l’economia globale

Nel suo ultimo memo, Marks riflette sull’impatto dei dazi imposti dall’amministrazione Trump e sulle possibili reazioni internazionali. I dazi hanno obiettivi ambiziosi: rilanciare la manifattura americana, ridurre il deficit commerciale, rendere più sicure le filiere produttive. Ma la realtà è molto più complessa.

I dazi, infatti, possono:

• far aumentare i prezzi per i consumatori;

• causare inflazione;

• ridurre la fiducia e la domanda;

• spingere verso la recessione;

• danneggiare le relazioni internazionali.

E tutto questo prima di vedere eventuali benefici, che potrebbero richiedere anni (se mai arriveranno).

La forza della globalizzazione… e il rischio di metterla in discussione

Marks ricorda che la globalizzazione, con i suoi limiti, ha permesso a milioni di persone in tutto il mondo di vivere meglio. Il principio è semplice: ogni Paese produce ciò che sa fare meglio, e lo scambia con gli altri. È il motivo per cui compriamo pasta italiana e orologi svizzeri. Immaginate l’assurdità di chiedere alla Svizzera di produrre pasta e all’Italia di fabbricare orologi.

Dare uno stop a questo meccanismo può generare conseguenze molto serie, soprattutto per i Paesi che hanno finora beneficiato di rapporti commerciali favorevoli, come gli Stati Uniti.

I rischi nascosti: debito pubblico e fiducia nel dollaro

Un altro punto critico è il ruolo centrale del dollaro e del debito pubblico americano. Gli Stati Uniti hanno potuto spendere oltre le loro possibilità per anni grazie alla fiducia dei mercati internazionali. Ma cosa succede se questa fiducia inizia a incrinarsi? Se altri Paesi smettono di comprare titoli di stato americani? Se il dollaro perde il suo status di valuta di riferimento?

Marks lancia un allarme silenzioso: la sostenibilità di questo sistema non è garantita all’infinito.

Conclusione: imparare a investire pensando come un professionista

L’insegnamento più importante che possiamo trarre da questo memo è che l’incertezza non è un’anomalia: è la normalità. L’investitore intelligente non cerca la certezza, ma prende decisioni ragionate, coerenti e adattabili.

Howard Marks ci invita a usare la logica, a valutare con onestà ciò che non possiamo sapere, e a non lasciarci paralizzare dalla paura. Nei mercati – come nella vita – non esiste la sicurezza assoluta. Ma esiste la possibilità di fare scelte migliori, se impariamo a pensare in modo più lucido.

Ora che i rischi sono sul tavolo e i prezzi li riflettono, è il momento di cercare occasioni. Siamo sul pezzo.”


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