Lezioni senza tempo da una lettera di Warren Buffett: cosa può imparare l’investitore retail

Nel 1986, Warren Buffett — allora già uno dei più rispettati investitori al mondo — pubblicò una lettera della Berkshire Hathaway per invitare imprenditori a vendere le loro aziende prima di un aumento della tassazione sulle plusvalenze.
Ma al di là della motivazione fiscale, quella lettera conteneva sei criteri di investimento che, ancora oggi, rappresentano una vera e propria bussola per chi investe, anche nel piccolo.

Questi principi, nati per guidare acquisizioni multimilionarie, sono in realtà universali: si applicano perfettamente anche a chi compra azioni con poche migliaia di euro.
Vediamoli uno per uno.


1️⃣ Preferisci aziende solide e di dimensioni significative

“Large purchases (at least $10 million of after-tax earnings…)”

Buffett cercava imprese grandi e redditizie, non start-up fragili o società piene di promesse.
Per un investitore retail, questo significa: scegli aziende con fondamentali robusti, che generano utili veri, anno dopo anno.
Le piccole realtà speculative possono sembrare più “eccitanti”, ma spesso sono le prime a crollare nei momenti di crisi.

📊 In pratica: guarda gli utili netti, il flusso di cassa e la stabilità dei risultati negli ultimi 5-10 anni.


2️⃣ Investi in chi ha una storia, non solo una speranza

“Demonstrated consistent earning power”

Buffett non si fida delle previsioni, ma delle prove concrete di redditività.
Anche per te, la coerenza dei profitti vale più di qualunque “proiezione” ottimistica.
Le aziende che hanno già dimostrato di saper fare soldi in diversi cicli economici sono più affidabili di quelle che dicono “li faremo”.

💡 Domandati: “Questa società ha già dimostrato di saper guadagnare in modo sostenibile?”


3️⃣ Cerca buoni ritorni con poco debito

“Businesses earning good returns on equity while employing little or no debt”

Un alto ROE (Return on Equity) è un ottimo segnale solo se non è drogato dal debito.
Buffett ama le aziende che crescono grazie ai propri utili, non grazie ai prestiti.
Per l’investitore retail, significa evitare società iperindebitate, anche se “rendono tanto”.

⚖️ Regola d’oro: preferisci aziende che riescono a finanziare la crescita senza indebitarsi troppo.


4️⃣ Fidati solo di un management capace e onesto

“Management in place (we can’t supply it)”

Buffett non compra aziende per cambiarne la guida: vuole dirigenti che già sanno cosa fanno.
Anche da piccolo investitore, devi guardare chi guida l’impresa, che risultati ha ottenuto e come tratta gli azionisti.
Un CEO bravo e trasparente può fare la differenza tra un investimento tranquillo e un disastro annunciato.

👔 Consiglio pratico: leggi le lettere agli azionisti e osserva come il management comunica nei momenti difficili.


5️⃣ Investi solo in ciò che capisci

“Simple businesses (if there’s lots of technology, we won’t understand it)”

Buffett ammette senza problemi di evitare ciò che non capisce.
È un segnale di umiltà e intelligenza.
Come investitore retail, non c’è nulla di male a dire “non ci capisco abbastanza”.
Meglio un settore chiaro — alimentare, assicurativo, energetico — che una scommessa incomprensibile su algoritmi o biotecnologie.

🔍 Regola personale: se non riesci a spiegare a parole semplici come un’azienda fa soldi, non investire in essa.


6️⃣ Il prezzo conta. Sempre.

“An offering price…”

Anche la miglior azienda del mondo può essere un pessimo affare se pagata troppo.
Buffett è ossessionato dal prezzo giusto, non dalla corsa a comprare tutto ciò che sale.
Questo è il principio del “margine di sicurezza”: comprare qualcosa di buono, ma a un prezzo che lascia spazio all’errore.

💰 Applicazione pratica: usa multipli come P/E, P/B e free cash flow per valutare se un titolo è sopravvalutato o meno.


📘 In sintesi: il metodo Buffett per l’investitore retail

Questi sei punti, scritti in una lettera di oltre quarant’anni fa, restano più attuali che mai.
Riassumono la filosofia di Buffett in una frase semplice:

“Investi in aziende comprensibili, solide, ben gestite, con utili dimostrati, poco debito e prezzo giusto.”

Non serve avere miliardi o uno staff di analisti per seguire questa logica.
Serve disciplina, pazienza e buon senso, le tre virtù che distinguono chi gioca in Borsa da chi costruisce ricchezza.


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