L’oro non è solo una materia prima: per Ray Dalio, è la forma di denaro più stabile e indipendente mai esistita. Ma come possiamo tradurre questo principio nella gestione del nostro portafoglio?
💬 La visione di Ray Dalio
Nel suo recente articolo su LinkedIn, “Gold is the Safest Money”, il fondatore di Bridgewater Associates — uno dei più grandi hedge fund al mondo — ha ribadito un concetto chiave:
“L’oro è il denaro più sicuro, perché non può essere stampato, svalutato o confiscato facilmente.”
Dalio sostiene che ogni sistema monetario fiat (cioè non ancorato a un bene reale) finisce per attraversare cicli di eccesso di debito e perdita di fiducia nella valuta.
Quando questo accade, gli investitori si rifugiano in asset che mantengono valore indipendentemente dai governi: e il primo tra questi è l’oro.
⚖️ Oro come denaro, non come commodity
Molti vedono l’oro come una materia prima da trading. Dalio, invece, lo considera una forma di riserva monetaria universale.
A differenza delle valute fiat:
- non dipende da decisioni politiche o banche centrali,
- non può essere creato dal nulla,
- e conserva valore in qualsiasi Paese o epoca.
Questa prospettiva cambia completamente il modo in cui interpretare le fluttuazioni del prezzo dell’oro: non è solo questione di domanda e offerta, ma di fiducia nel sistema monetario globale.
📊 Come inserirlo in un portafoglio moderno
Secondo Dalio, una quota del 10–15% del portafoglio in oro o strumenti legati all’oro (ETF fisici, ETC, oro fisico custodito) rappresenta una copertura naturale contro:
- inflazione elevata,
- crolli azionari,
- svalutazione delle valute.
L’oro tende infatti a muoversi in direzione opposta rispetto ad azioni e obbligazioni, bilanciando il rischio complessivo.
Attenzione però:
- non genera reddito (dividendi o cedole),
- può restare fermo per anni,
- e ha costi di custodia (diretti o impliciti).
Per questo, non deve mai essere il cuore del portafoglio, ma un elemento di stabilità accanto ad azioni, obbligazioni e liquidità.
🏦 Confronto con altri “beni rifugio”
Molti investitori italiani si affidano a Bund tedeschi o Treasury USA per la sicurezza.
Ma Dalio mette in guardia: anche i titoli di Stato sono “sicuri solo nominalmente”.
Quando i tassi reali diventano negativi, o quando l’inflazione cresce più del rendimento, il potere d’acquisto si erode.
L’oro, invece, non dipende da nessun emittente. È come una polizza assicurativa contro gli errori sistemici dei governi e delle banche centrali.
🧭 Una logica di lungo periodo
Dalio ragiona per grandi cicli storici del debito: ogni volta che un sistema finanziario satura il proprio indebitamento, la fiducia nella valuta si indebolisce e l’oro torna protagonista.
È successo negli anni ’70 (fine Bretton Woods e inflazione), nei 2000 (crisi finanziaria e quantitative easing), e — secondo Dalio — potremmo essere in una fase simile oggi, con debiti pubblici record e politiche monetarie espansive.
💡 In sintesi
Per un investitore consapevole, l’oro:
- non serve a “fare soldi” ma a non perderli,
- protegge da inflazione, svalutazione e instabilità geopolitica,
- ma va gestito con equilibrio, disciplina e ribilanciamento periodico.
✍️ Conclusione
L’approccio di Ray Dalio ricorda che la vera forza di un portafoglio non sta nel prevedere il futuro, ma nel prepararsi a qualsiasi scenario.
L’oro, in questa logica, non è un simbolo del passato, ma una garanzia di continuità nel tempo.

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