Perché diversificare il portafoglio con small cap e mid cap ha senso

Disclaimer: Questo articolo non vuole essere un consiglio ad investire nè tantomeno negli strumenti indicati ma è stato redatto a solo scopo divulgativo.

1. Introduzione: perché parlare di small e mid cap oggi

Negli ultimi anni, molti portafogli di investitori sono rimasti fortemente sbilanciati sulle large cap, specialmente americane. Le mega-aziende, grazie alla loro capitalizzazione elevata e alla forte visibilità, dominano indici e scenari di crescita. Tuttavia, una tale concentrazione può limitare potenziali opportunità future e aumentare la vulnerabilità del portafoglio a shock settoriali.

Integrando small cap e mid cap, è possibile accedere a un universo di imprese più dinamiche, con potenziale di crescita superiore e cicli economici diversi. Questo rende la diversificazione più profonda, non solo geografica ma anche dimensionale.


2. Cosa distingue small cap e mid cap dalle large cap

  • Small cap: società più piccole generalmente con market cap tra 300 milioni e 2 miliardi USD, spesso in fase di sviluppo, con capitale di mercato relativamente basso. Sono più sensibili alle condizioni macro, ma possono crescere rapidamente se trovano la loro nicchia.
  • Mid cap: imprese già affermate generalmente con market cap tra 2 e 10 miliardi USD, ma non “giganti”; hanno una struttura più consolidata rispetto alle small cap, ma conservano margini di crescita più ampi rispetto alle large cap.
  • Large cap: società mature generalmente con market cap superiori ai 10 miliardi USD circa, leader di mercato, con crescita tendenzialmente più stabile, ma potenzialmente meno esplosiva.

Le small e mid cap offrono quindi una finestra su innovazione, nicchie di mercato ancora poco sfruttate e imprese con ambizione di espansione.


3. Perché diversificare con small e mid cap ha senso

A. Potenziale di crescita superiore sul lungo termine
Le aziende a bassa e media capitalizzazione hanno storicamente mostrato rendimenti potenzialmente più elevati su orizzonti pluriennali (dipende dagli orizzonti temporali e dalle epoche di mercato). Questo perché molte di esse non sono ancora pienamente valutate dal mercato o hanno margini di crescita significativi.

B. Diversificazione reale
Se il portafoglio è composto solo da titoli molto grandi, si rischia di essere troppo concentrati su certi settori o aree geografiche. Le small e mid cap ampliano la diversificazione su business meno rappresentati, cicli economici diversi e modelli scalabili ma non ancora saturi.

C. Mercati meno efficienti
Le società più piccole sono spesso seguite da meno analisti, il che può generare inefficienze nei prezzi. Un investitore disciplinato e con orizzonte lungo può sfruttare queste inefficienze per accedere a titoli sottovalutati.

D. Motore nascosto del portafoglio
Anche una quota modesta in small e mid cap può incrementare il rendimento atteso e ridurre la dipendenza da poche large cap dominanti. Possono agire come “motore di crescita” nascosto.


4. I rischi da considerare (e come gestirli)

  • Volatilità elevata: i titoli small e mid cap possono oscillare molto di più in periodi di turbolenza.
  • Liquidità ridotta: possono avere spread denaro/lettera più ampi o momenti con minori volumi.
  • Rischio specifico: business più giovani o meno diversificati possono affrontare insidie maggiori.
  • Sensibilità ai tassi: Le small e mid cap presentano una maggiore sensibilità ai tassi, poiché il loro modello di crescita dipende spesso da finanziamenti più costosi e da flussi di cassa attesi nel futuro. L’aumento dei tassi da parte delle banche centrali comporta un incremento del costo del capitale e una riduzione del valore attuale degli utili futuri, penalizzando in misura più marcata le aziende di piccola e media capitalizzazione rispetto alle large cap. Al contrario, in fasi di politica monetaria espansiva o di taglio dei tassi, queste società tendono a beneficiare in modo più rapido e intenso, mostrando una maggiore reattività nei momenti di ripresa economica.

Strategie di mitigazione:

  • Usare ETF ben diversificati, per evitare di dipendere da pochi titoli.
  • Allocare con criterio, in base al proprio profilo di rischio (senza “buttare dentro tutto”).
  • Mantenere un orizzonte d’investimento lungo, per assorbire le oscillazioni e beneficiare della crescita.

5. Esempi di ETF per esposizione a small e mid cap

Ecco alcuni ETF che possono essere usati per ottenere un’esposizione efficiente a small cap e mid cap, sia globalmente che su aree geografiche specifiche (USA, Europa):

TipologiaETFISIN / TickerTER indicativo
Small-Cap GlobaleiShares MSCI World Small Cap UCITS ETFIE00BF4RFH31 (IUSN / WSML)0,35% p.a.
Mid-Cap USASPDR S&P 400 U.S. Mid Cap UCITS ETF (Unhedged Acc)IE00B4YBJ215 (SPY4)0,30% p.a.
Small-Cap EuropaSPDR MSCI Europe Small Cap UCITS ETFIE00BKWQ0M750,30% p.a.
Mid-Cap EuropaiShares MSCI Europe Mid Cap UCITS ETF (Acc)IE00BF20LF40 (EUMD)0,15% p.a.
Mid / Small cap ItaliaiShares FTSE Italia Mid-Small Cap UCITS ETFIE00BF5LJ058 (IPIR)0,33% p.a.

Questi ETF permettono di costruire una “colonna dimensionale” nel portafoglio che affianca le large cap tradizionali, con flessibilità geografica e diversificazione.


6. Come inserirle concretamente in un portafoglio

  • Definisci quanto peso vuoi assegnare alle small e mid cap: ad esempio il 5-15% del portafoglio totale, in base al tuo profilo di rischio.
  • Scegli se usare un singolo ETF globale (es. WSML) o una combinazione regionale (USA + Europa + emergenti).
  • Se vuoi la massima efficienza in termini di costi e diversificazione, gli ETF passivi sono la soluzione più semplice.
  • Se invece hai un orizzonte molto lungo e vuoi “cercare valore”, puoi considerare ETF attivi (o SMID focalizzati sulla qualità).

7. Conclusione: il ruolo strategico della parte “piccola” del mercato

Investire in small cap e mid cap non è una scommessa spericolata, ma una scelta strategica per costruire un portafoglio equilibrato e orientato al futuro. Queste aziende spesso incarnano l’innovazione, la scalabilità e la resilienza in mercati meno efficienti, offrendo un potenziale di ritorno che può superare quello delle large cap su orizzonti di lungo termine.

Una quota ben calibrata di small e mid cap (attraverso ETF mirati) può quindi essere un motore di crescita diversificante, senza sacrificare la solidità complessiva del portafoglio.

Articolo di Michele MoreaBlogger di finanza personale e investimenti
Appassionato di strategie di portafoglio, mercati alternativi e psicologia finanziaria.
Sul blog esploro come le decisioni d’investimento possano diventare più consapevoli, razionali e adatte a ogni fase della vita.

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